FESTIVAL

Autunno Danza/fuorimargine 2021… inserisce tre punti di sospensione a indicare un to be continued… una proiezione nel tempo che si espande dal presente al futuro. Non si tratta solo di punteggiatura o dell’aspetto formale dell’espressione scritta ma di una postura definita, scelta con decisione. Così come lo spazio si dilata dal dentro al fuori, dai luoghi abitualmente adibiti all’azione performativa per attraversare gli ambienti della vita, la sospensione si manifesta in punti di attesa che diventano punti di domanda e tramutano in punti esclamativi. Non parentesi, non punto e a capo, non trattini che separano, ma punti che si uniscono e con le loro molteplici ripetizioni determinano un continuum dinamico, ininterrotto, tendente alla frenesia dell’ebollizione. Sospendiamo giudizi, svisceriamo interrogativi, esclamiamo stupore e talvolta imprecazioni di fronte a un periodo complesso, contraddittorio fino alla schizofrenia. Consapevoli della difficoltà di rintracciare le direttive di un pensiero articolato e dinamico ma puntualmente stabile nel riconoscimento sociale e politico di fragilità e differenze. 

Ha scritto Simone Weil: “la vulnerabilità delle cose preziose è bella perché contrassegno di esistenza.

Fiori degli alberi da frutto”. Autunno Danza evidenzia autori e autrici che agiscono con consapevolezza della precarietà dell’esistenza dei singoli, della collettività, del pianeta stesso e non si dichiarano arresi e supini all’impossibilità di mutare prospettive e navigare in direzioni contrarie, anche rischiando l’impossibile. Creatività esposte e temerarie che, sottraendosi al giogo di diktat estetici mainstream, si mostrano capaci di perseguire traiettorie coraggiose e divergenti.  Insieme a loro, componendo i titoli delle opere, lanciamo un gioioso Sorakhe (Ululato) aspirando a un Home altrove e, con le movenze di anarchici Harleking, diveniamo ultimi Superstiti che volontariamente abbattono The Wall per restituire il Corpo lib(e)ro
e vivere Quel che resta.